L’aria

C’è qualcosa che è sempre attorno a noi, qualunque cosa facciamo, ma è invisibile. Eppure, è molto importante per la nostra vita! L’aria!

Ma cos’è l’aria? Un miscuglio di gas composto principalmente da ossigeno e azoto, e per una piccolissima parte da anidride carbonica e altri gas chiamati “gas nobili. La vita sul nostro Pianeta è possibile proprio grazie all’ossigeno che c’è nell’aria.

Nonostante sia invisibile e trasparente, l’aria ha un suo peso e occupa uno spazio. Non è difficile scoprire i suoi effetti: pensiamo al vento che soffia e muove le foglie degli alberi, non è altro che aria.

L’aria è ovunque, è distribuita nello spazio attorno a noi e lo strato di aria che avvolge la Terra lo chiamiamo Atmosfera. Grazie a questo strato protettivo, composto proprio da aria e da altri gas, i raggi del sole sono filtrati e distribuiti, in modo che non siano troppo forti.

È più chiaro, adesso, di cosa parliamo? Questa è l’aria! Non si vede e non si può toccare, ma è concreta e ci accompagna ovunque… anche in cucina.

Ora, un po’ di esperimenti!

1. La panna montata, aria da mangiare!

L’aria, incorporata in un altro elemento, la panna, cioè la parte più grassa del latte, dà vita a un cibo appetitoso: la panna montata.

Come mai? Sappiamo tutti come si fa in casa la panna montata. Si mette nella ciotola la panna di latte ben fredda, un po’ di zucchero e via col frullino. Cosa succede? Il frullino mescola la panna facendo entrare tante bollicine d’aria. Attorno alle bollicine d’aria si depositano le goccioline di grasso freddo che le stabilizzano. Le bollicine crescono e il composto cresce diventando sempre più spumoso, fino a che è pronto da aggiungere a una macedonia, alla cioccolata calda e, per i grandi, al caffè! Buon appetito.

2. Crescere con l’aria: la lievitazione

La lievitazione è il processo che permette di crescere a un impasto di farina e acqua, con qualche aggiunta a seconda se il risultato deve essere pane, focaccia o un dolce.

Una delle protagoniste di questo processo è l’aria.

Più precisamente, uno dei componenti della miscela di gas di cui è composta l’aria, l’anidride carbonica, la CO2 che conosciamo come una delle cause di effetto serra. Ma qui non va nell’atmosfera, rimane intrappolata nell’impasto e contribuisce a farlo crescere. Vogliamo vedere come si produce la CO2?

Cosa serve: una bottiglietta, un palloncino, un po’ di aceto e del bicarbonato.

Versiamo nella bottiglietta due dita di aceto. Poi mettiamo un cucchiaino di bicarbonato nel palloncino e, delicatamente, mettiamo la bocca del palloncino nel collo della bottiglia, lasciando cadere dentro il bicarbonato. Ecco che si forma nella bottiglietta una schiuma, delle bollicine che salgono e fanno gonfiare il palloncino. Quelle bollicine sono l’anidride carbonica che si è formata per una reazione chimica del bicarbonato con l’aceto.  Ecco perché la mamma quando fa l’impasto di farina e acqua aggiunge bicarbonato e aceto per ottenere una focaccia morbida e gustosa!

3. Alla larga dall’aria… l’ossidazione

A volte è meglio star lontani dall’aria a causa del gas che ci permette di respirare: l’ossigeno. Ecco un esempio che tutti conoscete.

Se lasciate all’aria uno spicchio di un frutto come una mela o una pera, basta poco, meno di un’ora, perché prenda un brutto colore marroncino. La colpa è dell’ossigeno che ha provocato il fenomeno dell’ossidazione. Come si fa a evitare l’ossidazione? Evitando il contatto con l’aria in uno dei modi per conservare il cibo: il sottovuoto. Oppure, per lo spicchio di mela o di pera, bagnandolo con un po’ di succo di limone. In questo caso si provoca una reazione chimica: l’acido del limone impedisce all’ossigeno di legarsi alla frutta.

4. A ciascuno la sua aria

L’aria può essere più calda o più fredda, come sappiamo. Aria fredda maglione, aria calda bagno in mare, Ma in cucina c’è qualcuno che è attento a piccole differenze di gradi: il nostro amico frigorifero, che ci dice che alcuni cibi vanno nei piani alti, altri nei piani bassi. Nei piani alti l’aria è di qualche grado più calda che nei piani bassi.

Controlliamo il perché con un esperimento.

Cosa serve: un palloncino, una bottiglietta di plastica vuota e due recipienti.

Posizioniamo il palloncino sull’imboccatura della bottiglietta di plastica. Mettiamo in uno dei due recipienti acqua molto calda (Senza bruciarci! Chiamiamo in aiuto mamma o papà). Nell’altro acqua fredda. Immergiamo la bottiglietta nell’acqua calda: il palloncino cresce, cresce, si gonfia… è l’aria calda che sale verso l’alto, come nei ripiani alti del frigo! Per raffreddarla mettiamo la bottiglietta nell’acqua fredda. Il palloncino si sgonfia perché l’aria si è raffreddata e scende. Come nei ripiani bassi del frigo.

5. Non restiamo senz’aria…

Anzi senza una parte dell’aria, l’ossigeno che ci serve per respirare. Questo è un esperimento per la sicurezza, che ci fa capire perché è obbligatorio che le cucine abbiano sempre una presa d’aria. E, sempre per sicurezza, è un esperimento con il fuoco, da fare insieme ai genitori.

Cosa serve: una piccola candela su un piattino, un vasetto di vetro

Accendiamo la candela. Lo stoppino si incendia per la reazione chimica con l’ossigeno dell’aria. Ora copriamola con il vasetto di vetro. Nel giro di qualche minuto, la fiamma si spegne. Come mai? La fiamma ha consumato tutto l’ossigeno che le serviva per svilupparsi, lasciano come residuo solo gas come anidride carbonica CO2 e monossido di carbonio CO. Tutto questo è avvenuto in pochissimo tempo. Ma in una cucina ermeticamente chiusa e senza presa d’aria? Il fornello dimenticato acceso per lungo tempo o una caldaia malfunzionante potrebbero bruciare fino a spegnersi quando hanno consumato tutto l’ossigeno, lasciando nell’ambiente solo i gas residui.

 6. La forza dell’aria

L’aria ha una forza che le permette di muovere, spostare e ostacolare altri elementi. Possiamo ammirare questa forza anche da casa, con due semplici esperimenti.

a) Cosa serve: una bottiglietta di plastica vuota col tappo, una bacinella

Chiedi a un adulto di fare con un ago appena scaldato quattro buchi molto piccoli sul fondo della bottiglietta. Riempi la bacinella d’acqua. Svita la bottiglietta e immergila nella bacinella tenendola ferma per qualche secondo. L’acqua riempie la bottiglietta. A questo punto richiudila con il tappo ben stretto e sollevala dritta, con i buchi in basso.

L’acqua rimane all’interno della bottiglietta chiusa. La forza dell’aria sotto la bottiglietta impedisce all’acqua di uscire dai piccoli fori. Ora, continua a tenerla dritta e svita il tappo. Via! L’acqua esce dai buchi. Togliendo il tappo l’aria entra nella bottiglietta e spinge l’acqua facendola uscire attraverso i buchi. 

b) Cosa serve: una bacinella trasparente, un bicchiere, un fazzoletto di carta

Accartoccia il fazzoletto e inseriscilo dentro il bicchiere. Capovolgi il bicchiere con il fazzoletto e posizionalo dentro la bacinella. Subito dopo riempi la bacinella d’acqua in modo da coprire completamente il bicchiere, che avrai tenuto ben fermo sul fondo della bacinella. Osserva il fazzoletto: è asciutto o bagnato?

Il fazzoletto è asciutto perché l’aria è intrappolata nel bicchiere e l’acqua non può entrare. Se inclini leggermente il bicchiere però, l’aria, essendo più leggera dell’acqua, riesce a scappare e a salire velocissima in superficie (tracce del suo passaggio sono le bolle). Finalmente l’acqua può entrare nel bicchiere e occupare lo spazio dove prima c’era l’aria, bagnando il fazzoletto.